A che cosa serve la bleferoplastica? I consigli da ricordare

Quando le palpebre iniziano a cadere e le rughe si fanno sempre più profonde, arriva il momento di intervenire con dei trattamenti estetici mirati: per esempio quelli a cui si fa riferimento sul sito mariarosariaserra.it, gestito dalla dottoressa Mariarosaria Serra, esperta di medicina estetica. E proprio alla dottoressa Serra abbiamo voluto rivolgere alcune domande per parlare della bleferoplastica non chirurgica

Di che tipo di trattamento stiamo parlando?

Si tratta di una soluzione alternativa rispetto alla bleferoplastica tradizionale: una tecnica differente e non invasiva grazie a cui si può ottenere uno sguardo più luminoso e più fresco. Proprio come avviene con la versione chirurgica, anche in quella non chirurgica lo scopo è di intervenire sulla pelle in eccesso che cade sulla palpebra superiore. Ma con questo trattamento è possibile anche alleviare o eliminare le occhiaie e le borse sotto gli occhi. Il vantaggio è che non si utilizza il bisturi, e di conseguenza lo sguardo può essere ringiovanito senza che si sia costretti a fare i conti con delle cicatrici.

A che cosa serve la bleferoplastica

Quali sono le principali tecniche della bleferoplastica non chirurgica?

Occorre menzionare il Plexr, l’acido ialuronico e il laser. Una ulteriore distinzione, poi, deve essere effettuata tra bleferoplastica superiore e inferiore: la prima riguarda i problemi di pelle in eccesso e di palpebre cadenti, mentre la seconda serve a rimuovere le rughe del contorno occhi, le borse sotto gli occhi e le occhiaie. In generale questi interventi sono indicati per tutte le persone oltre i 30 anni di età che desiderano un aspetto più giovanile e più fresco: per raggiungere questo obiettivo si cerca di recuperare la tonicità smarrita in corrispondenza della zona degli occhi, al fine di migliorare l’aspetto del volto nel suo complesso.

Come si svolge la prima visita?

Lo specialista nel corso della prima consulenza deve innanzitutto verificare le condizioni di salute del paziente, per poi indicargli quali risultati è lecito attendersi e spiegarli in maniera dettagliata come si svolge il trattamento. Sempre nel corso di questa visita viene esaminata l’area infraorbitale, allo scopo di verificare le condizioni del soggetto tenendo conto anche del suo stile di vita e della sua età. Ci sono molti fattori che devono essere presi in considerazione, come per esempio il livello di lassità che caratterizza la pelle delle palpebre e la predisposizione ereditaria. Questo aspetto, in particolare, è in grado di determinare l’estensione e la precocità di inestetismi come l’adipe, le rughe o la lassità.

Quali altri aspetti devono essere valutati prima di procedere?

In previsione di un trattamento di bleferopastica non chirurgica è opportuno anche tenere conto della presenza di un eccesso di tessuto adiposo sia sulle palpebre superiori che sulle palpebre inferiori, così come della presenza di rughe sulle palpebre. Si tratta di una lunga serie di inestetismi che possono avere cause differenti: una di queste è la mancanza di riposo, ma occorre citare anche una esposizione eccessiva ai raggi del sole. Inoltre, il fumo e la disidratazione della pelle sono ulteriori fattori che possono incidere, al pari di un regime alimentare caratterizzato da una presenza eccessiva di sodio (si consuma troppo sale, in sostanza) e della predisposizione familiare?

Tutti possono sottoporsi alla bleferoplastica chirurgica?

No, ed è in questi casi che vale la pena di propendere per la variante non chirurgica. Per altro, non tutti accettano a cuor leggero di sottoporsi a un’operazione chirurgica: se si ha a disposizione una soluzione alternativa, perché non approfittarne? D’altro canto, il fatto che si stia parlando di un trattamento senza chirurgia non deve far commettere lo sbaglio di ritenere che esso sia adatto a chiunque senza distinzioni. Al contrario, è sempre opportuno informare lo specialista a cui ci si rivolge della propria storia clinica, a maggior ragione nel caso in cui in passato vi siano stati problemi di alterazioni della retina, di glaucoma o di cataratta.

Che cosa prevede il recupero?

Proprio perché il trattamento è non chirurgico e non invasivo, i tempi di recupero sono decisamente veloci, ma solo a condizione che si rispettino le indicazioni fornite dallo specialista. Non c’è bisogno di assumere antibiotici né di effettuare medicazioni. Nel giro di pochi giorni le crosticine che si saranno formate cadranno da sole.

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